ISEE 2026: guida alle novità e alle scadenze da non perdere
Nel 2026, nasce l'ISEE per la famiglia e l'inclusione sociale, le criptovalute diventano obbligatorie nella DSU e la compilazione precompilata diventa la via principale da usare anche per chi si rivolge al CAF. In questa guida trovi come si calcola l'ISEE, come presentare la DSU, le scadenze da rispettare e le novità introdotte dalla Legge di bilancio 2026.
In questo articolo
- Cos’è l’ISEE e a cosa serve
- Le novità dell’ISEE 2026
- Come fare la DSU e ottenere l’ISEE
- La DSU precompilata sul sito INPS
- L’ISEE mini
- L’ISEE corrente
- ISEE per specifiche prestazioni
- Come si calcola l'ISEE
- Come si calcola il patrimonio ISEE
- Scadenze e validità ISEE: le date da segnare
- Le principali prestazioni accessibili con l’ISEE
- Domande frequenti
L’ISEE è sempre più richiesto per ottenere agevolazioni o contributi che si basano su graduatorie, come le mense scolastiche, l’assegno unico universale, l’iscrizione all’università, i vari bonus compresi quelli sociali per luce gasche ciclicamente lo Stato eroga solo a chi si trova al di sotto di una certa soglia di ISEE. In questa guida trovi tutto quello che serve: come si calcola l'ISEE, come presentare la DSU, le scadenze critiche e le novità introdotte dalla Legge di bilancio 2026.
Torna all'inizioCos’è l’ISEE e a cosa serve
L’ISEE, acronimo di Indicatore della situazione economica equivalente, è un valore espresso in euro che indica quale sia il livello di reddito di un nucleo familiare. Considera i redditi e il patrimonio di tutti i componenti del nucleo famigliare e li rapporta alla numerosità dello stesso e alla situazione personale di ogni componente. Infatti, due famiglie con lo stesso stipendio possono avere ISEE molto diversi, a seconda di quante persone vivono insieme, se hanno figli, se possiedono una o più case o se hanno un conto corrente significativo.
Il calcolo ISEE viene fatto dall’Inps sulla base della DSU, dichiarazione sostituiva unica presentata da un componente del nucleo familiare.
In questo modo, a differenza della dichiarazione dei redditi che considera esclusivamente i redditi prodotti dal singolo soggetto, riconoscendo agevolazioni per famigliari a carico, l’ISEE permette di valorizzare l’apporto di ogni soggetto al nucleo familiare cui appartiene.
A cosa serve l’ISEE nella pratica
L’ISEE serve a valutare la capacità reddituale e patrimoniale e la situazione sociale dei nuclei familiari per erogare agevolazioni e contributi da parte delle pubbliche amministrazioni. L'ISEE non è obbligatorio, tuttavia ogni volta che si vogliono richiedere agevolazioni sociali ai vari enti è necessario ottenerlo. Se un beneficio richiede l'ISEE, talvolta accorda il contributo minimo erogabile a chi non lo presenta, come nel caso dell'assegno unico universale per i figli.
Torna all'inizioLe novità dell’ISEE 2026
Con la legge di bilancio 2026 è stata introdotta un’importante novità per l’ISEE, infatti, per richiedere esclusivamente alcune prestazioni, si deve utilizzare l’ISEE per la famiglia e l’inclusione sociale.
Questo nuovo ISEE si affianca agli altri “speciali” come quello universitario o l’ISEE minori. Per il calcolo di questo ISEE è stata modificata la franchigia per l’abitazione principale, che vale 91.500 euro (200 mila euro per chi vive nei grandi centri metropolitani) e la scala di equivalenza per le famiglie, in cui il coefficiente per ogni figlio successivo al secondo è maggiore rispetto alla scala ISEE ordinaria. L’ISEE per la famiglia e l’inclusione serve solo per richiedere:
- Assegno unico universale;
- Supporto alla formazione e al lavoro;
- Assegno di inclusione;
- Bonus asili nido e assistenza a domicilio;
- Bonus nuovi nati.
Al di fuori di questi sostegni l’ISEE da utilizzare rimane quello ordinario.
Le criptovalute ora vanno dichiarate
Con la Legge di bilancio 2026, le criptovalute entrano ufficialmente nel patrimonio mobiliare calcolato ai fini ISEE, indipendentemente dal wallet o dall'exchange utilizzato. Le criptovalute devono essere dichiarate nel quadro FC2 della DSU, applicando lo stesso criterio dei conti correnti: si dichiara il valore più alto tra il saldo al 31 dicembre 2024 e la giacenza media annua 2024 (ricordiamo che l’ISEE fa riferimento ai 2 anni precedenti a quello in corso). Non esistono soglie minime di esenzione.
La DSU precompilata diventa la prima scelta
Dal 2026 la DSU precompilata diventa la modalità ordinaria per richiedere l'ISEE, in pratica non è più un'opzione riservata “ai più digitali”, ma è il canale obbligatorio anche per chi si rivolge a CAF e professionisti abilitati. L’obiettivo è quello di utilizzare sempre di più i dati che Inps ottiene su conti correnti, investimenti e patrimoni mobiliari lavorando in collaborazione con l'Agenzia delle entrate, l'Anagrafe nazionale, il Ministero dell'Interno, l'ACI e il PRA. In questo modo con la DSU precompilata lo Stato cerca di intervenire sui possibili ritocchi del contribuente volti a nascondere più o meno volontariamente patrimoni o redditi.
Immobili colpiti da calamità naturali
Con la Legge di bilancio 2026 è stata prorogata per il 2026 l'esclusione dal calcolo del patrimonio immobiliare ISEE degli immobili distrutti o dichiarati inagibili a seguito di calamità naturali (eventi sismici, alluvionali o altri disastri). La misura garantisce che una famiglia colpita da un evento catastrofico non veda il proprio ISEE artificialmente gonfiato dalla presenza di un bene di cui non può concretamente disporre. L'immobile va comunque dichiarato nella DSU, ma non concorre alla determinazione dell'indicatore economico.
Torna all'inizioCome fare la DSU e ottenere l’ISEE
Per il calcolo dell’ISEE si può utilizzare il servizio on line messo a disposizione dall’Inps, che permette di accedere, tramite il portale unico ISEE al proprio profilo personale per la presentazione della DSU..
Un altro servizio interessante è il simulatore ISEE, messo a disposizione dall’Inps che permette di avere un’idea di quello che potrebbe essere l’ISEE del nucleo. Questo servizio è particolarmente utile se si possiedono redditi medio alti che potrebbero portare a un ISEE superiore al limite stabilito per l’ottenimento di una prestazione cui si è interessati, in questo modo si può evitare di cimentarsi con la compilazione della DSU o perder tempo per recuperare la documentazione necessaria da presentare al CAF.
Quando è utile rivolgersi a un professionista
In alternativa al fai da te è possibile rivolgersi a un CAF per la compilazione della DSU e il suo invio all’Inps. Attenzione però, se la presentazione della DSU per il calcolo dell’ISEE è gratuita i CAF possono chiedere un contributo per l'elaborazione delle DSU successive alla prima. per lo stesso nucleo familiare e per lo stesso anno di riferimento.
In pratica, chi richiede l’ISEE per la prima volta non paga nulla, e rimane gratuita la richiesta un nuovo ISEE nello stesso anno per variazioni della composizione familiare (ad esempio per la nascita di un figlio) o se per qualche ragione si richiede quello di un anno passato. Viceversa, in caso di ricalcolo, ad esempio, per errori di comunicazione dei propri dati viene addebitato un contributo dal professionista o dal CAF.
Torna all'inizioLa DSU precompilata sul sito INPS
Per accedere al servizio dell’ISEE precompilato bisogna loggarsi con la SPID la CIE o la CNS. Accedendo come “cittadino” si arriva alla home page del servizio.
Cliccando su “inizia la compilazione”, dopo aver dato l’ok all’informativa sulla privacy, si accede a una schermata in cui viene richiesto a cosa serva l’ISEE che vogliamo calcolare. A seconda delle risposte date in base alla propria necessità e a un primo screening della situazione famigliare, la compilazione viene indirizzata al tipo di ISEE che fa al caso nostro.
Arrivati alla schermata in cui inizia la compilazione vera e propria, se è presente una vecchia DSU viene chiesto se si vogliono importare i dati della DSU precedente per compilare quella nuova. Basta cliccare su acquisisci e tutte le informazioni dei componenti del nucleo vengono precaricate. I dati acquisti sono quelli dell’anagrafica dei componenti, casa di abitazione ed eventuali dati sulla disabilità.
Dopo aver terminato la fase di acquisizione dei dati dei componenti del nucleo familiare, in cui è possibile indicare se gli eventuali altri componenti maggiorenni del nucleo valideranno i dati via SPID, CIE o tramite i “dati di riscontro” (vi consigliamo di utilizzare la prima scelta perché è più semplice), occorre attendere una notifica dell’esito di elaborazione che arriva via mail o sms dopo che gli altri componenti maggiorenni hanno dato la conferma. Senza l’autorizzazione di ogni maggiorenne non è possibile completare la compilazione della DSU (dichiarazione sostitutiva unica).
Il vero pregio della procedura dell’ISEE precompilato è che una volta arrivati al termine della compilazione/validazione dei dati di ogni componente, è possibile ottenere immediatamente la certificazione ISEE.
Infatti, quando il sistema rileva che tutti i dati sono stati confermati permette all’utente di dare conferma definitiva dell’elaborazione della DSU, Così facendo il sito attesta immediatamente la DSU e fornisce l’attestazione ISEE in pdf. Inoltre, riaccedendo successivamente, le DSU calcolate vengono salvate nel portale ed è sempre possibile accedervi.
I dati precompilati della DSU online
Per ogni soggetto presente nel nucleo familiare bisogna selezionare “conferma/Modifica” per accedere ai dati reddituali e patrimoniali che sono stati precaricati dal sistema ma che devono essere confermati o modificati se la situazione che ci risulta è differente. Troveremo precompilati:
- Canone di locazione della casa di abitazione
- Patrimoni mobiliari
- Patrimoni immobiliari
- Redditi ai fini IRPEF
- Trattamenti erogati dall'INPS esenti ai fini IRPEF
- Nucleo familiare convivente (se presente negli archivi INPS)
I dati reddituali sono precaricati utilizzando quando risulta all’Agenzia delle entrate. In ogni caso, possono esser modificati o integrati se necessario.
Cosa avere a portata di mano
In caso di presentazione della DSU precompilata tramite il sito dell’Inps non occorre allegare la documentazione seguente, tuttavia, è fondamentale averla a portata di mano per compilare correttamente i campi richiesti. In tutti i casi in cui ci si rivolge ad altri per la sua compilazione è bene richiedere preventivamente l’elenco della documentazione da portare all’appuntamento, che dovrebbe comprendere:
- Codice fiscale di ogni componente;
- Dichiarazione dei redditi;
- Documentazione attestante compensi, indennità, trattamenti previdenziali e assistenziali, redditi esenti ai fini IRPEF, redditi prodotti all’estero, borse e/o assegni di studio, assegni di mantenimento per coniuge e figli, compensi erogati per prestazioni sportive dilettantistiche (ivi compreso somme percepite da enti musicali, filodrammatiche e similari);
- Redditi relativi ad attività di lavoro dipendente prestato all’estero;
- Reddito dichiarato da coniuge estero iscritto all’AIRE e reddito relativo a pensioni estere;
- Reddito da attività agricole;
- Documentazione relativa a titoli di stato, buoni postali, partecipazioni azionarie, obbligazioni, BOT, CCT, buoni fruttiferi, fondi d’investimento, forme assicurative di risparmio ecc;
- Documentazione relativa alle criptovalute e alle rimesse dall’estero;
- Saldo e giacenza media di conto correnti, depositi bancari e postali, libretti postali e simili al 31/12/2024;
- Mutui (Certificazione della quota capitale residua dei mutui stipulati per l’acquisto e/o la costruzione degli immobili di proprietà) o case di proprietà (Certificati catastali, atti notarili di compravendita, successioni);
- Assicurazioni sulla vita;
- Targa o estremi di registrazione di autoveicoli e motoveicoli di cilindrata pari o superiore a 500cc, di navi e imbarcazioni da diporto, posseduti alla data di presentazione della dichiarazione.
Ogni anno a partire dal 1° gennaio è possibile richiedere l’ISEE, che fa riferimento alla situazione reddituale e patrimoniale dei due anni precedenti a quello in cui viene richiesto. Infatti, ogni anno il 31 dicembre l’ISEE scade e se ci necessita per richiedere qualsiasi prestazione occorre rifarlo, anche in corso d’anno, non è necessario affrettarsi a gennaio, tuttavia, per diversi sostegni come l’assegno unico universale le scadenze sono a ridosso dei primi due mesi dell’anno.
I diversi tipi di ISEE Purtroppo, non esiste un unico ISEE, infatti a seconda della situazione del nucleo familiare o della prestazione da richiedere occorre presentare un ISEE differente. Quello ordinario è generalmente il più utilizzato, e contiene le principali informazioni sulla situazione anagrafica, reddituale e patrimoniale del nucleo ed è utile nella maggior parte dei casi. Ha validità di un anno solare.
Torna all'inizioL’ISEE mini
Quando si accede al portale unico ISEE dell’Inps per iniziare a compilare la DSU e ottenere l’ISEE, l’utente deve rispondere ad alcune domande che permettono la selezione dell’ISEE necessario. In particolare, se si possiedono determinate caratteristiche, il portale indicherà la possibilità di accedere alla DSU mini precompilata che presenta meno quadri rispetto alla DSU ordinaria ma permette di calcolare l’ISEE ordinario.
Possono accedere alla DSU mini coloro che:
- -non chiedono prestazioni per il diritto allo studio universitario o connesse a corsi di dottorato di ricerca utilizzando il nucleo familiare ristretto;
- -non hanno nel proprio nucleo persone disabili o non autosufficienti oppure figli con genitori non sposati e non conviventi;
- -non hanno nel proprio nucleo persone esonerate dalla presentazione della dichiarazione dei redditi e senza certificazione unica.
L’ISEE corrente
L’ISEE corrente permette di avere una fotografia più recente della situazione reddituale e patrimoniale della famiglia. Infatti, viene calcolato sui redditi percepiti negli ultimi 12 mesi. Per ottenere l’ISEE corrente bisogna avere un ISEE ordinario valido e deve essersi verificata una delle seguenti situazioni:
- variazione della situazione lavorativa o un’interruzione dei trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari per uno o più componenti il nucleo familiare;
- variazione della situazione reddituale complessiva del nucleo familiare superiore al 25% rispetto alla situazione reddituale individuata nell’ISEE calcolato ordinariamente
- variazione patrimoniale rispetto ai due anni precedenti, superiore al 20% rispetto a quella indicata nell’ISEE ordinario.
Solo nel caso in cui si sia interrotto il rapporto di lavoro di uno dei componenti del nucleo, è possibile indicare i redditi e i trattamenti percepiti negli ultimi due mesi, come base di calcolo del reddito annuale.
La validità dell’ISEE corrente è di 6 mesi, salvo ulteriori variazioni. Tuttavia, in caso di variazione della situazione occupazionale o della fruizione dei trattamenti, l’ISEE corrente deve essere aggiornato entro due mesi dalla variazione.
Torna all'inizioISEE per specifiche prestazioni
Oltre all’ISEE ordinario nelle sue varianti, ci sono ISEE che devono esser utilizzati per ottenere specifiche prestazioni. Infatti, ognuno di questi, pone l’accento nella procedura di calcolo e valutazione a situazioni particolari:
- ISEE per la famiglia e l’inclusione sociale – è in vigore dal 2026 e serve unicamente per richiedere l’assegno unico per i figli, il bonus asili nido, il bonus nuovi nati, l’assegno di inclusione e il supporto formazione lavoro. ISEE università - serve per lo studente che vuole accedere alle prestazioni per il diritto allo studio universitario e deve identificare il proprio nucleo familiare. Se non risulta autonomo (per essere considerati autonomi avere la residenza fuori dalla casa di abitazione da almeno due anni e avere un’adeguata capacità di reddito) viene “attratto”, solo per le prestazioni universitarie, nel nucleo dei propri genitori, pur avendo residenza diversa.
- ISEE sociosanitario - è utile per l'accesso alle prestazioni sociosanitarie come l'assistenza domiciliare per le persone con disabilità e/o non autosufficienti, l'ospitalità alberghiera presso strutture residenziali e semiresidenziali per le persone che non possono essere assistite a domicilio. Le persone disabili maggiorenni possono scegliere un nucleo più ristretto rispetto a quello ordinario.
- ISEE sociosanitario residenze – è necessario per i ricoveri presso le RSA o le RSSA, infatti per il calcolo dell’ISEE si tiene conto della condizione economica anche dei figli del beneficiario non inclusi nel nucleo familiare, integrando l'indicatore con una componente aggiuntiva per ciascun figlio. In questo modo si può differenziare la condizione economica dell'anziano non autosufficiente che ha figli in grado di aiutarlo, da quella di chi non ha alcun aiuto per fronteggiare le spese del ricovero.
ISEE minorenni - è necessario quando i minorenni sono figli di genitori non coniugati tra loro e non conviventi. Per il calcolo occorre prendere in considerazione la condizione del genitore non coniugato e non convivente per stabilire se essa incida o meno sull' ISEE del nucleo familiare del minorenne.
Torna all'inizioCome si calcola l'ISEE
Il calcolo dell’ISEE segue una formula ben precisa:
ISEE = [ISR + (20% x ISP)] / N
L’ISR è l’indicatore della situazione reddituale, cioè la differenza tra tutti i redditi netti dei componenti del nucleo familiare e le spese riferite al nucleo stesso.
L’ISP è l’indicatore della situazione patrimoniale, cioè la somma del patrimonio immobiliare e mobiliare di ogni componente del nucleo familiare, al netto delle detrazioni applicabili e dei titoli di Stato fino a 50.000 euro di investimento.
N è il parametro della scala di equivalenza ed è calcolato in base alla numerosità del nucleo familiare e ad eventuali maggiorazioni.
Il reddito: quali voci include
Per il calcolo dell’ISEE ordinario si considerano i redditi prodotti nei due anni precedenti, quindi, per l’ISEE 2026 bisogna recuperare i redditi prodotti nel 2024, che risultano nella Certificazione Unica del 2025 nel 730/2025 e in ogni altra certificazione relativa a redditi percepiti quell’anno, anche se esenti o tassati con imposta sostitutiva come il reddito di locazione per il quale si è scelto il regime della cedolare secca.
Generalmente redditi e le spese del singolo componente del nucleo sono acquisiti dagli archivi di INPS o dall’Agenzia delle Entrate e sono riferite ai due anni solari precedenti l’invio della DSU, mentre gli altri redditi / spese devono essere autocertificati dai componenti del nucleo.
Dal totale dei redditi si sottraggono le spese del nucleo per il canone annuo di locazione della casa di abitazione (fino a un massimo di 7.000 euro) se il nucleo familiare vive in affitto e il 20% del reddito da lavoro dipendente di ogni componente fino a un massimo di 3.000 euro a percettore (per i redditi da pensione si sottraggono 1.000 euro a percettore).
Torna all'inizioCome si calcola il patrimonio ISEE
Il patrimonio è formato da quello mobiliare e da quello immobiliare di ogni componente del nucleo familiare.
Il patrimonio immobiliare
Per quanto riguarda il patrimonio immobiliare bisogna controllare se gli immobili inseriti sono corretti. Tuttavia, sono sempre da auto-dichiarare:
- Gli immobili detenuti all’estero
- I terreni agricoli o edificabili
- Il mutuo residuo per ogni immobile
- La casa di abitazione del nucleo
Per il patrimonio immobiliare somma il valore ai fini IMU (o quello ai fini IVIE per gli immobili all’estero) di ogni immobile posseduto al 31 dicembre del secondo anno precedente a quello di presentazione della DSU. Il valore dell’immobile, calcolato ai fini Imu, viene ridotto dell’eventuale quota capitale residua del mutuo contratto per l’acquisto. La casa di abitazione in particolare gode di una franchigia di 52.500 euro, incrementati di altri 2.500 per ogni figlio convivente successivo al secondo.
Non devono esser considerati gli immobili posseduti successivamente mentre vanno inclusi gli immobili che sono stati venduti dopo il 31 dicembre dell’anno di riferimento. Ad esempio, presentando la DSU nel 2026 si considerano gli immobili posseduti esclusivamente al 31 dicembre 2024.
Il patrimonio mobiliare: attenzione alla giacenza media
Facciamo particolare attenzione al patrimonio mobiliare, infatti, benché sia già caricato dall’Inps sarebbe opportuno che per ogni conto corrente, conto titoli, conto deposito… si verificasse se il saldo al 31/12 e la giacenza media siano corretti. Per farlo, occorrono gli estratti conto del secondo anno precedente a quello della compilazione, dove vengono riportate dalla banca tutte le informazioni necessarie. Allo stesso modo bisogna verificare se i veicoli inseriti, indentificati tramite la targa, siano corretti.
Il patrimonio mobiliare è dato dal saldo o dalla giacenza media al 31 dicembre del secondo anno precedente a quello in cui si fa la richiesta dell’ISEE, dei seguenti prodotti:
- Conti correnti postali o bancari;
- Conti deposito postali o bancari;
- Obbligazioni;
- Buoni fruttiferi;
- Azioni o quote di società;
- Partecipazioni in società italiane o estere.
A partire dal 2025 non si considerano più gli investimenti in titoli di Stato, di conseguenza non vengono calcolati gli investimenti in titoli di Stato, i buoni fruttiferi postali e i libretti di risparmio postale entro il limite di 50.000 euro che entrano nel patrimonio mobiliare solo per la parte che supera i 50 mila euro.
Il totale viene considerato per il 20% del suo ammontare. Per indicare il valore corretto bisogna prendere il maggiore tra il totale dei saldi al 31 dicembre e il totale delle giacenze medie dell’anno, dati ormai forniti da ogni istituto di credito proprio per questa finalità. Per avere un ISEE basso la giacenza media deve essere confrontata con il saldo finale del conto stesso, se su quest’ultimo si può agire “svuotando il conto” a fine anno, la giacenza media diventa poco aggirabile perché calcolata sulla media dei saldi quotidiani del conto.
In caso di cointestazione del rapporto ogni componente del nucleo deve indicare solo la propria percentuale di possesso.
Dal totale vengono tolte delle franchigie che variano in base al numero di componenti: 6.000 euro per un componente, 8.000 mila euro per due componenti e 10.000 euro dai tre componenti in su. Inoltre, per ogni figlio successivo al secondo si aggiungono ulteriori mille euro di franchigia.
Chi rientra nel nucleo familiare ISEE
Come abbiamo detto si parte dallo stato di famiglia rilasciato dal Comune di residenza del nucleo, tuttavia esistono diverse eccezioni e particolarità:
- Il coniuge e i figli minorenni anche non conviventi fanno parte dello stesso nucleo. Tuttavia, se uno dei coniugi ha residenza diversa non viene considerato nel nucleo solo se è separato, divorziato, ha perso la potestà sui figli o altri casi molto particolari. Viceversa, se due coniugi sono separati o divorziati ma continuano ad avere la stessa residenza, si considerano all’interno dello stesso nucleo.
- I figli maggiorenni fino a 26 anni non conviventi, che non si siano sposati e non abbiano figli, se risultano a carico fiscalmente rientrano nel nucleo familiare ai fini ISEE, al superamento dei 26 anni non può in ogni caso far parte del nucleo familiare dei genitori.
- Tutti i soggetti che vivono e risiedono insieme vengono considerati per la compilazione della DSU e per il calcolo dell’ISEE, non importa il grado di parentela.
La scala di equivalenza ISEE
Dopo aver calcolato tutti i redditi e i patrimoni del nucleo, si divide il totale per il numero corrispondente a quello indicato dalla scala di equivalenza, eventualmente incrementato in caso di maggiorazioni.
| Nimero componenti del nucleo |
Parametro da utilizzare |
|---|---|
| 1 |
1 |
| 2 |
1,57 |
| 3 |
2,04 |
| 4 |
2,46 |
| 5 |
2,85 |
| N |
2,85 + [0,35 x (n-5)] |
Le maggiorazioni al valore indicato nella tabella sono pari a:
- 0,5 per ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficiente;
- 0,2 in caso di presenza nel nucleo di tre figli, 0,35 in caso di quattro figli, 0,5 in caso di almeno cinque figli;
- 0,2 per nuclei familiari con figli minori, elevata a 0,3 in presenza di almeno un figlio di età inferiore a tre anni compiuti, in cui entrambi i genitori o l’unico presente abbiano svolto attività di lavoro o di impresa per almeno sei mesi nell’anno di riferimento dei redditi dichiarati. La maggiorazione si applica anche in caso di nuclei familiari composti esclusivamente da un solo genitore non lavoratore e da figli minorenni. Ai soli fini della maggiorazione, fa parte del nucleo familiare anche il genitore non convivente, non coniugato con l’altro genitore che abbia riconosciuto i figli, a meno che non ricorrano casi specifici.
Facciamo un esempio: se in una famiglia ci sono entrambi i genitori lavoratori e un figlio minorenne bisogna aumentare il valore di 2,04 dato dalla tabella di 0,2, se poi il figlio ha meno di tre anni si somma 0,3.
Torna all'inizioScadenze e validità ISEE: le date da segnare
Ogni anno a partire dal 1° gennaio è possibile richiedere l’ISEE, infatti, ogni 31 dicembre l’ISEE scade e se ci necessita per richiedere qualsiasi prestazione occorre rifarlo. La DSU ha una validità massima di 12 mesi solari, ad esempio se si presenta a novembre, rimane valida per 2 mesi e, a gennaio dell’anno successivo deve esser ripresentata.
Chi non ha l’ISEE aggiornato, a seconda della prestazione richiesta, può ritrovarsi a non poterla ottenere o ad ottenerla nella misura minima prevista, come nel caso dell’Assegno unico universale per i figli a carico. Dal 2026, in particolare, potrebbe esser ancora più conveniente calcolare l’ISEE per la famiglia e l’inclusione, proprio per ottenere un importo maggiore dell’Assegno unico.
Torna all'inizioLe principali prestazioni accessibili con l’ISEE
In Italia esistono diverse agevolazioni che dipendono dall’ISEE del nucleo familiare. Di seguito trovi i principali.
| Prestazione |
ISEE necessario |
Limiti ISEE 2026 |
|---|---|---|
| Bonus asili nido |
ISEE per la famiglia e l’inclusione |
Importo variabile in base a ISEE anche oltre a 40 mila euro |
| Bonus nuovi nati |
ISEE per la famiglia e l’inclusione |
ISEE fino a 40 mila euro |
| Assegno unico universale |
ISEE per la famiglia e l’inclusione |
Importo base senza ISEE o con ISEE superiori a 46.582,71 euro |
| Bonus psicologo |
ISEE ordinario |
ISEE fino a 50 mila euro |
| Bonus sociali e bonus Tari |
ISEE ordinario |
ISEE fino a 9.796 euro o a 20 mila euro in presenza di 4 figli |
| Prestazione universale anziani |
ISEE sociosanitario |
ISEE fino a 6 mila euro |
| Assegno di inclusione |
ISEE per la famiglia e l’inclusione |
ISEE fino a 10.140 euro |
| Supporto formazione lavoro |
ISEE per la famiglia e l’inclusione |
ISEE fino a 10.140 euro |
Domande frequenti
Chi non è obbligato a fare l'ISEE?
L'ISEE non è obbligatorio ma lo si fa perché serve per accedere a una prestazione o agevolazione specifica. Se non si richiede nessuna prestazione legata all'ISEE, non c'è obbligo di presentarlo.
L'ISEE precompilato è più conveniente di quello fatto al CAF?
Dipende dalla complessità della propria situazione. L'ISEE precompilato è più rapido e spesso sufficiente per chi ha una situazione economica lineare (lavoro dipendente, nessun immobile extra, nessuna posizione finanziaria articolata). Il CAF è più utile quando ci sono redditi da lavoro autonomo, patrimoni complessi, situazioni familiari particolari o quando si vuole una verifica professionale prima dell'invio.
Il figlio maggiorenne che lavora deve essere incluso nel nucleo ISEE?
Non sempre. In via generale, i figli maggiorenni non coniugati che vivono nella stessa abitazione dei genitori fanno parte del nucleo ISEE. Ma ci sono eccezioni: se il figlio maggiorenne non convivente percepisce redditi propri superiori a una certa soglia, può essere escluso dal nucleo. Le regole sono articolate e dipendono dalla situazione specifica. In caso di dubbio, vale la pena verificare con un CAF o un professionista.
Come funziona l'ISEE in caso di separazione o divorzio?
Il coniuge separato o divorziato di solito non fa parte del nucleo ISEE dell'altro. Tuttavia, se ci sono figli minori a carico in affido condiviso, i redditi del genitore non convivente devono comunque essere considerati nel calcolo.
Avere una seconda casa incide molto sull'ISEE?
Sì, in modo significativo. Per gli immobili diversi dall'abitazione principale non si applica la franchigia e il loro valore entra per intero nel calcolo del patrimonio immobiliare, contribuendo per il 20% al valore ISEE. Chi possiede una casa al mare, in montagna o una proprietà ereditata deve aspettarsi un impatto sull’ISEE. Per chi ha un mutuo su un immobile secondario, però, il saldo residuo del mutuo può essere detratto.
